This translation was completed in October, 2006, and is a translation of the new and complete English translation!
At the request of Lama
Zopa Rinpoche, the Education Department of the Foundation for the Preservation
of the Mahayana Tradition (FPMT) has taken up the task of
getting the Sanghāta
translated into as many languages as possible. The Italian has been
translated from the English provision draft by Adalia Samten Telara,
Annette Fitz and Roberta Scandellari. To read more about the
translators, click here.
Sullo Sutra
Il Sanghatasutra
è una scrittura
diretta di un insegnamento che fu dato da Buddha Shakyamuni sul Picco
dell’Avvoltoio a Rajagriha. Questo discorso del Buddha, come
tutti i sutra mahayana, fu memorizzato dai suoi discepoli e
più
tardi smesso per iscritto in sanscrito. Il Sanghatasutra è
tuttavia unico, rispetto agli altri sutra, in quanto è un
insegnamento che il Buddha stesso ascoltò da un buddha
precedente! Ed è inoltre unico nella finalità
degli
effetti sulle persone che lo recitano.
Il Sanghatasutra fa parte di una speciale serie di sutra chiamati
dharma-paryaya o insegnamenti trasformativi, che agiscono per la
trasformazione, in condizioni particolari, di chi li ascolta o li
recita. Un suo potente effetto è che, nel momento della
morte,
chiunque avrà recitato il Sanghatasutra avrà la
visione
dei Buddha che si avvicinano per sostenerlo durante il processo della
morte. Un ulteriore beneficio è che, in qualsiasi luogo il
Sanghatasutra venga recitato proclamandolo (approvandolo,
cioè,
nella sua autorevolezza), i Buddha saranno sempre presenti, come spiega
il testo stesso. Per questo motivo, la recitazione può
lasciare
una potente energia ispiratrice, o benedizione, nel luogo in cui
avviene.
In generale, la recitazione dei sutra mahayana è una delle
sei
pratiche virtuose specificamente raccomandata per la purificazione. In
particolare, la recitazione di questo sutra ha effetti karmici positivi
molto oltre le varie future rinascite, come il sutra stesso spiega nei
dettagli.
All’interno del sutra, il Buddha espone numerose descrizioni
del
modo di agire del sutra in coloro che lo recitano per devitalizzare ed
eliminare i semi della sofferenza e per assicurarsi ogni futura
felicità fino all’illuminazione. Il sutra,
inoltre,
contiene insegnamenti rilevanti sulla morte e l’impermanenza,
inclusi gli insegnamenti sui processi fisici e mentali che avvengono al
momento della morte.
Per molti secoli, il Sanghatasutra è stato uno dei sutra
mahayana maggiormente letti e copiati. Nel 1930, uno scavo archeologico
condotto nel Nord Pakistan con il patrocinio coloniale britannico,
scoprì un’insospettata libreria di testi
buddhisti. Questo
scavo archeologico è stato di enorme portata storica
poiché ha permesso il recupero di una grande
quantità di
manoscritti del v secolo d.C., il più antico periodo di
scritture che sia stato possibile rintracciare anche nella stessa India!
Tra questi importantissimi manoscritti, il testo di cui sono state
trovate più copie era il Sanghatasutra: molte di
più del
Sutra del Loto e del Sutra del Diamante o della Perfezione della
Saggezza, i sutra che conosciamo meglio. Nonostante il Sanghatasutra
sia stato tradotto in molte lingue fin dagli albori della diffusione
del buddhismo mahayana – in cinese, kotanese e tibetano, per
esempio – il testo originale sanscrito era andato perduto,
fino
al ritrovamento del 1930.
In tempi più recenti, dopo aver letto per la prima volta il
Sanghatasutra nel monastero di Geshe Sopa a Madison, Lama Zopa Rinpoche
decise di copiare il sutra a mano, con caratteri d’oro, e in
molte occasioni iniziò a chiedere ai suoi studenti di
recitarlo.
Nell’anniversario dell’11 settembre, Rinpoche
chiese che
tutti i suoi studenti, in tutto il mondo, recitassero il sutra il
maggior numero possibile di volte, per prevenire futuri attacchi.
Mentre leggiamo un tale potente e trasformativo sutra, che Buddha
pronunciò per facilitare il più possibile il
cammino
verso l’illuminazione, per il maggior numero possibile di
creature, possiamo avere un’esperienza palpabile
dell’incredibile amorevolezza di Buddha nei nostri confronti.
Allo stesso tempo, poiché questo sutra riporta le effettive
parole pronunciate dal Buddha, ripetendole noi stessi tramite la
recitazione, stiamo offrendo la nostra voce per servire da canale che
trasmette la presenza dei suoi insegnamenti nel mondo. Recitando il
Sanghatasutra, dunque, a parte tutti i benefici personali che ne
riceviamo, stiamo agendo in un modo davvero diretto e potente per
rendere attivi gli insegnamenti di Buddha, che sono così
urgentemente necessari per alleviare le sofferenze di tutti gli esseri.
Adalia Samten Telara: sono
un'upasika
italiana, direttore redazionale di Siddhi all'Istituto Lama
Tzong
Khapa (Pomaia-Italia) e
traduttrice di testi buddhisti. Nel 1981 ho lasciato la mia
attività
professionale di psicoterapeuta neo-junghiana per andare a studiare in
profondità, praticare e quindi verificare la
validità del
buddhadharma.
Dopo un anno in un centro shanpa-kagyu francese, sono stata accettata
come
residente all'Istituto Lama Tzong Khapa di Pomaia, dove ho conosciuto
Lama
Yeshe e Lama Zopa Rinpoche e ho iniziato a studiare nel Geshe Training
(1983-1997), con Geshe Ciampa Ghiatso. Ho seguito e seguo gli
insegnamenti di sua santità il Dalai Lama (il guru al mio
cuore)
e di molti
altri elevati maestri spirituali...e oggi visualizzo sul mio capo una
magnifica
costellazione di guru! Ho tradotto dal francese e
dall'inglese o
revisionato libri per le Edizioni: Mondadori, Amrita, Chiara Luce, Je
Tzong
Khapa.
Translators
Roberta Scandellari
and
Adalia Samten Telara, who were translators of the current Italian
edition of the Sanghata, will be re-translating the sutra, this time
rendering into Italian the final English version.
Adalia Samten Telarais an Italian upasika, magazine editor at Siddhi,
and translator at Istituto
Lama Tzong Khapa in Italy. In 1981
Adalia left her profession as neo-junghian psychoterapist in order to
become
resident in a buddhist center so she could study intensively the
buddhadharma. After a year in a Kagyu center she was
accepted as a
resident at Istituto Lama Tzong Khapa where she met Lama Yeshe and Lama
Zopa
Rinpoche and started to study in the geshe studies curriculum there
with Geshe
Jampa Gyatso (1983-1997). She has taken teachings from His
Holiness the
Dalai Lamaand many
other qualified
spiritual friends. She has translated, revised, and edited buddhist
texts from
both French and English for the Italian publishers Mondadori, Amrita,
Chiara
Luce, and Je Tzong Khapa.
Roberta
Scandellari was born in
1955 in Milan,
Italy.
She graduated with a degree
in literature and foreign languages (English and French). She speaks
Spanish
fluently. Roberta traveled over the past five years in Asia, USA, and South America
and spent three years
living in India.
Since 1985 she has
been following Dharma teachings in Europe, mainly in Pomaia,
Italy.
She presently divides her time between Tuscany,
Milan and London
and is doing the FPMT Basic Program Homestudy.